QUANDO SI AMA SI DEVE PARTIRE
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postato da l. [25/07/2008 15:07]
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nera:
cara delia,ero partita perche' innamorata....piangevo davanti ad un libro,non il tuo, che avevo portato con me come scudo di protezione,quando una donna seduta al tavolino accanto a me in un bar mi dice:molto toccante questo libro...la guardo e le accenno che le lacrime hanno altri motivi,mi guarda e con sorriso semiserio mi dice ah gli uomini.non posso evitare di rivelare il mio sguardo falsamente protetto da grandi occhiali da sole neri e dire:talvolta le donne sono peggio ed e' allora che senza nessun tentennamento tira fuori dalla sua borsa il tuo libro,molto vissuto e mi dice leggilo ne hai bisogno,mi scuso per non poterlo accettare visto che l'indomani devo partire per rientrare a casa ,peraltro spaventata dall'evidenza del mio dolore ed incuriosita dalla sua capacita' di interpretarlo,vengo ulteriormente sorpresa da questa sua frase di accompagno al dono:talvolta nella vita dobbiamo dare senza che niente ci venga restituito.inizio a leggere tutto d'un fiato e capsco che c'e' un po' di me ,un po' di Lei ,che non vuole piu' me ,che per la prima volta sono donna con una donna sicura di non poterne avere altre perche' questa non sono io con il mondo ,ma solo con Lei che non mi vuole piu'.ed intanto capisco sempre di piu' che la amo anzi mi appassiona oltre la razionalita',dove la ragione non conta,anzi fa solo sorridere.quindi devo decidere di partire ancora e lo faro' fin dove le mie forze fisiche,mentali ed economiche me lo permetteranno,andro' vicino al mare percheì slol li' ritrovo l'energia vitale,vicino alla musica dove le lacrime bruceranno in modo sopportabile,ma devo confessare la verita' dove il mio pensiero sara' vicino a Lei che non mi vuole piu' con il desiderio dolorosissimo perche' impossibile che Lei sia con me.
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luisa c.:
Luisa C.
Finito! Dunque...va beh...molto molto bello mi è piaciuta tantissimo la descrizione dell'arrivo della morte nella stanza e l'idea che Andrea fosse ... Forse un po' troppo veloce, da mio punto di vista, il finale, (cioè le rivelazioni e i ricordi dell'infanzia e soprattutto la verità sulla morte di Elena-all'inizio pensavo che in realtà non fosse mai esistita nessuna Tamara, ma solo Elena che si era costruita questo alter-ego per sopravvivere alla sua falsa vita) quindi l'immagine di Tamara che mi son fatta (cinematograficamente) non è quella descritta, cioè non riesco ad immaginarla bella e affascinante, ma piuttosto me la immagino triste magra e emaciata e senza quella carica erotica descritta nella prima parte del libro...però senza quella prima parte non ci sarebbe storia...mi piace molto il fatto che il finale sia positivo...o meglio.....stupendo il finale: SO DI AMARE. NON MI RESTA CHE PARTIRE. Perchè questo è veramente universale, coinvolge tutti. Alla fine è un libro che parla di amore (indipendentemente dal fatto che sia amore lesbico, gay o eterossessule-anzi appunto nel libro ci sono praticamente tutte le forme d'amore..l'amicizia, l'amore per i genitori, l'amore non corrisposto o per gli animali ecc..) e questo è ciò che più ho apprezzato. Ne uscirebbe un gran film (alla David Lynch)..magari.. Ciao vai al post
angela&tamara:
Io sono Angela..e la mia lei è Tamara..questo libro me l'ha consigliato una mia amica mandandomi un sms con scritto" ho trovato e letto un libro scritto per voi e la vostra storia d'amore"..incredibile...tutto simile..noi..la nostra storia...le difficoltà..le distanze..l'amore nata in una chat lesbica...complimenti!!mi fa venire i brividi!!
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cristinadaroma:
Ciao Delia...
''Quando si ama si deve partire''... e il tuo libro è stato proprio questo per me, un viaggio, con panorami meravigliosi, dolcezza e sensualita', fatica, pause e burroni improvvisi... Il dolce profumo dei gelsomini, la poesia di corpi di donna che si incontrano e si amano... L'amore meraviglioso e potente che non si puo' gestire, quello vero che porta con se tante opportunita' di vita e di morte insieme....si perchè nel viaggio che Angela e Tamara fanno insieme accanto all'eros e alla vita affiorano in superficie tutti i nodi nascosti della loro vita. Nella storia quella che sembra essere piu' problematica è Tamara, prigioniera inconsapevole di una vita in cui cerca in tutti i modi lo sguardo di un padre che semplicemente e paurosamente non esiste per lei. Che sorpresa quando Angela, trafitta dalle parole di rottura insensate di Tamara, nel burrone che si squarcia sotto i suoi piedi, non fugge...in qualche modo si affaccia su quella crepa da brivido e da li', nel momento in cui è piu sola... ecco salire dal buio il ricordo che porta con se un segreto altrettanto potente e devastante come quello di Tamara. Alla fine Angela riesce a vedere tutta se' e che fatica e che coraggio per aprire gli occhi su quello che aveva nascosto cosi' bene. Il suo segreto che alla fine si espandeva con le sue spire velenose anche sul rapporto con Tamara... Il cuore che sento pulsare in questa storia parte dal tema dell'omosessualita' per diventare il battito che appartiene a ogni essere umano che si incammina sulla strada dell'amore e inevitabilmente della conoscenza di se stessi, senza quast'avventura l'amore è solo un labirinto di specchi e di falsi orizzonti. La vitalità di questo libro, per me, sta proprio nel percorso verso la superficie che intraprendono le due eroine. La libertà conquistata da Angela ''non cerco piu' di riparare una pellicola datata...'', l'affranca finalmente dallo sforzo di sistemare qualcosa che non puo' piu' essere riparato e di cui non è responsabile. Un generale che abbandona il campo della sua battaglia per arrendersi e lasciar andare via l'illusione.... ma una morte autentica libera sempre dentro di se spazio per nuova vita...e questo è quello che ho sentito nascere da questa storia. Alla fine non ha molta importanza se sono tornate insieme oppure no, anche se da una parte sarebbe bello, la cosa piu' importante è che la vita trovi il suo cammino, riscattata dalla colpa.... grazie Delia per questa storia d'amore vai al post
Alessandra da Anobii:
L'ho inserito questo libro, perchè il titolo è affascinante e perchè credo che seppur sembra sciocco, condivido appieno questa politica.
Solo se siamo lontani dalla persona amata, ci accorgiamo se è vero "amore". vai al post
swirlingclouds (da Anobii):
Un romanzo narrato per flash, per quadri, per istantanee; decisamente centrato sul tema dell'amore saffico e delle difficoltà, degli ostacoli, dei sensi di colpa, delle convenzioni sociali e familiari. Due donne, Angela e Tamara, si incontrano su una chat lesbica che commenta gli avvenimenti dell'11 settembre (data che ritornerà nel corso della narrazione). Si incontrano, si conquistano, si amano. Però Tamara, appartenente ad una ricca famiglia borghese, nasconde un segreto che la costringerà ad allontanarsi, la rinchiuderà tra le mura della stanza d'ospedale dove l'anziano padre è ricoverato, la forzerà a convivere con il fantasma della sorella morta di cui si è dovuta fare simulacro. Sullo sfondo, un mondo fatto in gran parte di donne, di circoli saffici molto chic e ben frequentati, di aule universitarie, di viaggi, di piccoli alberghi clandestini. Si vede che c'è molto della Vaccarello stessa in questo romanzo, luoghi a lei noti (Palermo, dov'è nata, Roma, dove vive, Venezia, che frequenta per lavoro) e l'amore per gli animali, soprattutto i cani, che appaiono più volte nella narrazione e sono presenze importanti e cariche di significato.
La scrittura della Vaccarello è nervosa e spigolosa, fatta di frasi brevi e secche e di capitoli rapidi come istantanee, appunto, che ben si accordano con la forte critica alla società italiana di oggi e al suo difficile rapporto col mondo omosessuale, e con lo scavare profondo nell'animo dei protagonisti che è motivo di indagine prediletto dell'autrice. Disorienta un po' la tipologia della narrazione scelta dall'autrice: un misto di io narrante nella persona di Angela, e di io narrante ma onnisciente quando vengono descritte le vicende degli altri personaggi. Una strana commistione che a volte rende poco fluido e leggermente innaturale lo svolgimento degli eventi, come se la tematica di per sé moderna, diretta, a volte scabrosa, collidesse rumorosamente con la forma della narrazione un po' ancien régime, in certi punti stridendo, in altri solo leggermente comunicando una sensazione di forzatura. Comunque due stelle e mezzo, anche perché la Vaccarello può sicuramente essere più trascinante e incisiva. vai al post
Diana:
ho riletto il libro due volte in tre giorni...ci vuol coraggio per parlare di sè....ci vuol forza per descrivere attimmi così personali...vorrei avere la stessa forza e la stessa capacità di affrontare le cose...molti i dubbi che si affastellano nella mia mente e forse un giorno chissà se qualcuno sarà in grado di saziarli.... grazie infinite di esistere
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adriana violacea:
"brillante...splendido emozionante, letto tutto d'un fiato..si, la definirei
una scrittura intrigante e dolce insieme, un percorso sorprendente! Cara Delia,che onore scriverlo e pensare che chi lo abbia creato e pensato,possa sapere o immaginare quanto io lo abbia apprezzato..Se fossi in chi non lo ha letto...lo leggerei!" vai al post
margherita sanna:
Una frase molto bella che io imparai quasi a memoria quando ero in Cl era:
Il pellegrino è colui che accetta il rischio incalcolabile di trovare veramente, perché trovare significa non essere più quello che si era prima. è morire. per rinascere. Non chiedetemi di chi fosse perché non lo so. Ma questa frase che allora mi faceva pensare al movimento cattolico, oggi mi fa pensare all'amore. Quando si ama si deve partire? sì, ma non in senso spaziale; si deve partire da ciò che si era prima, per affrontare un altro viaggio. Perché quando si viaggia veramente non si resta mai uguali. L'amore cambia, ti trasforma, ti porta verso scelte inedite, ti porta anche verso l'ostilità di chi prima ti era amica, o fintamente amica. in questo senso è molto vero le ultime pagine del romanzo, quando la nostra protagonista abbandona la fiorista (che per tutto il romanzo mi son chiesta perché diamine non capisse che non ce n'era?!) e parte, verso la donna che ama e ha sempre amato. Molti credono che fosse Tamara a dover esser salvata dalla prigione nella quale si era rinchiusa, ma secondo me ancor di più lo era Angela, la donna libera e capace di vivere le sue scelte, colta e intelligente, dal lavoro interessante. Se Angela era per Tamara la luce, Tamara era per Angela l'aria pulita e fresca, quella che a stare sotto terra ci si dimentica fin troppo presto del suo sapore. Angela passeggia da un corpo all'altro, la vediamo far l'amore per scelta e per casualità in tutto il romanzo, finché alla fine non approda, non decide che sia giusto approdare. Cambiare. Idem per il cambiamento di Tamara, però certamente ben più palese, quasi intuibile fin dall'inizio. Forse un po' questa intuibilità del romanzo disturba, e ne costituisce il suo limite in un certo senso. Quando mai una donna lesbica avvertita e "navigata" come Angela non si chiede prima perché deve telefonare alla sua donna a un orario stabilito? Quando mai non cerca di capirne di più prima di lei? Anche a livello narrativo si prevede, come la vera paternità del figlio, o come la vera maternità del figlio. Le scene di sesso si snocciolano l'una sull'altra, a volte un po' patinate e romanzate, l'unica brutalmente reale è proprio quella con la fioraia, le altre portano tutte il marchio by Delia Vaccarello, intriso di femminilità e romanticismo, a tratti un po' baroccheggiante. In sintesi complimenti. vai al post |
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postato da l. [25/07/2008 15:07]
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postato da l. [25/07/2008 15:00]
da
Se lei, Angela, ama lei, Tamara...Il romanzo bello e doloroso del sentimento lesbico |
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postato da l. [25/07/2008 08:56]
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postato da l. [27/06/2008 02:25]
Maurizio Gregorini
Italia sera terza pagina venerdì 27 giugno ...
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postato da l. [04/06/2008 15:27]
Francesco Gnerre
DONNA ...
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postato da l. [14/05/2008 17:13]
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Francesca Grossi
Circolo Arcilesbica Roma ...
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postato da l. [27/04/2008 16:13]
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postato da l. [17/04/2008 07:26]
Angela |
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postato da l. [17/04/2008 03:34]
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